venerdì 1 giugno 2012

Le donne, la banca d’Italia, la politica e i partiti



Ormai, a leggere la notizia da “il Fatto Quotidiano.it”, anche la Banca d’Italia,
con la sua serie rigorosamente di maschili Governatori,  
se n’è accorta, nella sua relazione annuale: le donne esistono,
ma non hanno un ruolo significativo nell’economia italiana.
E perché? Perché la loro partecipazione è ostacolata, se non impedita,
dalla “carenza dei servizi volti a conciliare vita professionale e familiare”,
soprattutto “nei primi anni di vita dei figli”, quando “i carichi domestici 
e di cura gravano in misura sproporzionata sulle donne”. Ma no?
E aggiunge la Banca d’Italia: le donne, quando hanno potere decisionale
nelle amministrazioni portano meno corruzione,
se “a una più elevata presenza di donne tra gli amministratori pubblici
corrispondono livelli di corruzione più bassi e un’allocazione delle risorse
orientata alla spesa sanitaria e ai servizi di cura e istruzione”.
C’è materia di riflessione per la politica e per i partiti.
Immaginiamo ora una Fornero, magari con l’accordo di Camusso, pronta  
a una riforma del lavoro per le donne, tutta orientata alle completa realizzazione
“dei servizi volti a conciliare vita professionale e familiare”;
e immaginiamo i partiti di sinistra pronti a candidare, e a eleggere
nell’amministrazione, locale e centrale, tante donne, più degli uomini, quante
bastanoa combattere, aggredire, sconfiggere la nostra endemica corruzione.
Ma la realtà sarà diversa: la Ministra Fornero continuerà a disegnare
leggi astratte per il lavoro assente, senza innovare in conciliabilità vita/lavoro,
e i partiti, intrisi, anche quando avveduti, nel profondo, di cultura maschilista,
non riusciranno a dividere con le donne, alla pari, la presenza negli organismi
decisionali, e non sapranno trasformare il potere monocratico del “segretario/a
in un potere bicratico di “segreteria” di coppia uomo/donna.
Non esiste ragione convincente, per un partito di sinistra, se non un’abitudine
all’idea di un capo, di origine maschilista e basta, per non realizzare
una così semplice riforma.
O no?
Severo Laleo

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