sabato 20 ottobre 2012

Plebeo




Pare che il Ministro britannico per i Rapporti con il Parlamento, A. Mitchell,
abbia dato del "plebeo" a un agente di guardia a Downing Street,
perché gli aveva impedito di accedere alla residenza del Primo Ministro.
Oggi, quel Ministro, già condannato dal sentire comune per aver offeso
un tutore dell’ordine pubblico, è stato costretto alle dimissioni.
E il Primo Ministro ha accolto immediatamente le sue dimissioni.
Ah, questi Inglesi, sempre a giocare a “gentleman”,
e puntano i piedi per un controverso “plebeo” buttato via per ira
a un solo agente, al quale pur ha presentato, accolte, il Ministro
le sue scuse?

Da noi, al contrario, se un Ministro dà del “fannullone
a tutti i dipendenti pubblici, apre un benemerito fronte di guerra,
e dimostra un coraggio da vendere contro sindacati complici;
da noi, se una Ministra dà dello “scroccone” a un’intera popolazione meridionale,
alla quale pur ha chiesto una generosità di valutazione in sede concorsuale,
sul campo diventa la paladina intrepida della nordità leghista;
da noi, se un Ministro ... lasciamo perdere, è Bossi;
da noi, se un Primo Ministro dà del “matto”, e di “affetto da turbe psichiche
a tutti i giudici, trova i suoi tanti “servi liberi”, e non solo,  pronti all’applauso.

Forse le dimissioni di Ministri, colpevoli di aver sbagliato a usare
un linguaggio non consono all'alta funzione coperta, sono una pratica d’obbligo
solo nella civile, e non più perfida, Albione.
O no?
Severo Laleo





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