lunedì 27 aprile 2015

Buffoni di Camera: parola di costituzionalista



E’ difficile credere.
Il deputato del PD, Giuseppe Lauricella, docente universitario, 
costituzionalista, uomo, almeno per biografia,
di ideali democratici e di cultura,
così ha spiegato all’Ansa il probabile comportamento
dei suoi onorevoli colleghi, rappresentanti del Popolo Italiano,
qualora fossero chiamati a votare la legge elettorale
con voto segreto: “Con lo scrutinio segreto almeno metà
dei parlamentari di M5S, di FI e dei partiti piccoli, voterebbe
per l’Italicum che è un sistema che piace a quasi tutti,
al di là di quanto affermano in pubblico.
Ai Cinque Stelle piace il premio alla lista anziché alla coalizione,
perché quasi gli garantisce di andare al ballottaggio; e poi
con i capilista bloccati anche gli attuali parlamentari più in vista
sarebbero sicuri di essere rieletti. Inoltre la soglia di sbarramento
al 3% tutti i partiti minori sono sicuri di entrare in Parlamento”.

Traduco incredulo. E vorrei sbagliare.

1. La metà dei deputati del M5S, di FI, di SEL e degli altri partiti piccoli, 
sono bugiardi, imbroglioni, falsi e infingardi perché affermano in pubblico 
il contrario di quanto nel segreto della propria viltà realmente pensano.
2. Il M5S in particolare, nonostante la netta opposizione parolaia,
e agitatoria, in realtà coltiva con “piacere” l’idea di andare
al ballottaggio, a prescindere da ogni giudizio di merito
sulla legge elettorale.
3. Addirittura i deputati “più in vista”, i deputati cioè
con più esperienza parlamentare e cultura politica,
e responsabilità dirigenziale, di fronte alla possibilità
di essere rieletti con il meccanismo dei capilista,
in verità sono egoisticamente interessati a facilmente piegarsi
in vista di una poltrona “sicura”.
4. Infine, tutti i partiti minori si agitano a vuoto,
fanno ammuina, ma in realtà sono d’accordo, perché,
grazie al 3%, hanno sicuro qualche spazio,
sempre di poltrone, alla Camera.

Ecco, questo è il quadro dipinto, con indifferente cinismo politico,
anzi con la giocondità sicura di chi tutto ha già capito,
proprio da esperto e fine  costituzionalista, da un rappresentante delle Istituzioni, 
per giunta democratico.
Italicum o non Italicum, se questo è il livello, narrato e reale,
 dei nostri rappresentanti al Parlamento, la nostra democrazia
è già morta. Forse da un pezzo. Per assenza di cultura,
per vuoto di etica,  per sfacciataggine in politica.
Scriveva Gobetti, nel 1922: “Una nazione (…) che rinuncia
per pigrizia alla lotta politica, è una nazione che vale poco”.

O no?

Severo Laleo

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