lunedì 13 maggio 2013

L’epilogo del berlusconismo nel flop di Canale 5






Domenica 12 Maggio, mentre su Rai Tre la Gabbanelli,
dipendente Rai, con il suo Report, cercava di portare,
tra le poltrone sveglie e indignate dei telespettatori italiani, 
la realtà drammatica della mancanza di lavoro,
su Canale 5, più giornalisti dipendenti di Berlusconi
con La guerra dei vent’anni, Ruby ultimo atto
cercavano di confezionare, per le poltrone addormentate 
e docili dei telespettatori del  Grande Fratello,  
l’assoluzione, del Cav. Berlusconi, nel processo Ruby
spiegando, a chiare lettere e senza timori, anzi, quasi rischiando
di persona che

·       Ruby –per parola di Berlusconi- è la nipote di Mubarack;
·       il conflitto di interessi del Cav. Berlusconi è un’invenzione dei comunisti;
·       i “processi non si fanno in televisione”, ma a Canale 5;
·       la verità processuale non esiste fuori della TV
del Cav. Berlusconi;
·       Berlusconi vittima, a guardar bene, come Tortora.

E’ troppo. Si legge che il programma non ha avuto successo. 
E’ stato un flop. Per decisione
dei telespettatori, liberi nel mercato libero della Tv.
Per fortuna. Il “dominio proprietario sui media e su pezzi interi 
di società politica –per usare parole e immagine
di Ezio Mauro- non consente più “alla realtà virtuale 
del berlusconismo di galoppare all'apparenza indisturbata.

Forse, anche se il Paese è sempre pieno di  “maup”  
(creduloni a Vico del Gargano), di troppi servi liberi,
di molti fautori del danarismo avvilente, e, purtroppo,
di incredibilmente tanti, nel Pd, larghintesisti, sempre benevoli 
e compiacenti, la normalità è ora a portata di mano.

O no?
Severo Laleo

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