sabato 14 dicembre 2013

I Forconi? “Fanno bbuono”



Questa volta, il mio amico Scapece, napoletano, mi ha sorpreso,
lui sempre così disponibile e tranquillo. Chiacchierando con lui
al telefono del più e del meno, è capitato che mi sono lamentato 
della rivolta dei “forconi”, delle loro violenze sparse per l’Italia, 
della vicinanza di questi strani manifestanti con l’estrema destra, 
insomma di questo clima di ribellismo di fascista  memoria.
Sì, ho detto proprio fascista. Perché no?
Ma Scapece mi ha subito interrotto, e non per consolarmi
con un “vabbuò”, ma per marcare, con un improvviso
e determinato ”fanno bbuono”, il suo dissenso.

Se anche il mio carissimo amico si schiera, almeno a parole,
con i “forconi” (meglio, “Movimento 9 Dicembre”) qualcosa
non torna e forse il fenomeno è da capire meglio.
Allora cerchi di leggere nei volti delle persone e trovi artigiani, agricoltori, 
piccoli imprenditori, commercianti, debitori di banche, disoccupati 
e precari, tutte persone vittime di questa crisi persistente e senza via 
d’uscita. Persone arrabbiate e senza punti di riferimento nella Politica
perché tutta la politica, la nostra politica è senza più partiti, è ridotta 
a scontri personali tra vocianti leader. Sempre in vista di elezioni. E basta!

Però con il mio amico ho insistito: “Hai visto i loro capi? 
Li hai sentiti parlare? Ti sembrano affidabili? Hanno tirato fuori 
anche i “banchieri ebrei”? So’ matti, dai!
E Scapece non ha risposto, e ho visto per telefono le sue spalle alzarsi. 
Ha ragione. La rabbia nasce da condizioni di sofferenza reale. 
Sarà bene tenere gli occhi aperti e una mano pronta.
A sinistra. Anche perché, da Bari, il Movimento lancia le “Assemblee Sovrane” 
per “una più ampia partecipazione diretta dei cittadini a tutte 
le decisioni che influenzano la nostra vita….
È assolutamente necessario riappropriarci della sovranità
che la Costituzione della Repubblica attribuisce direttamente
ed esclusivamente al popolo italiano e non ai ristretti circoli
dei partiti o peggio ai loro segretari e proprietari".

Sovranità, partecipazione diretta, Costituzione … il fascismo è lontano, 
ma il rifiuto dei partiti e dei  loro segretari e proprietari, se è condivisibile, 
nell’immediato, soprattutto per le responsabilità di una classe dirigente 
inaffidabile e individualista, non può comunque essere a lungo tollerato.
Forse è arrivato il momento per l’area ampia della sinistra
di aprire porte e finestre e buttarsi per strada tra le persone
e fare politica. Anche per costruire la nuova democrazia conviviale.
O no?
Severo Laleo




Nessun commento:

Posta un commento