lunedì 5 marzo 2012

I segretari d’Italia… in cucina e a tavola



E’ vero, non sarà stata un’espressione di felice grazia,
anzi ha tutto il sapore verace della popolanità compagnona,
ma il nostro ex Premier, proprietario, per ora, almeno, del Pdl,
quando ha deciso di chiarire, precisando, il suo messaggio,
dopo aver lanciato la sua solita incompresa dichiarazione,
ha così colpito le lavoratrici  e i lavoratori della stampa:
“Alfano e’ bravissimo: e’ una persona colta, intelligente e leale
e quanto a segretari o sottosegretari, a colazione, a pranzo e a cena
si mangia tutti gli altri segretari d’Italia”. E giù sorridendo beato.
L’espressione, nei suoi accenti di simpatica smargiassata,
è stata comunque nei titoli di tutti i giornali. Perché?
Perché, per stile, “appetibile”, appunto, non certamente
per un qualsivoglia utile giudizio politico di merito:
Alfano [il leale Alfano!] si mangia tutti gli altri segretari d’Italia!”
Eppure la dichiarazione e il suo rilievo sulla stampa svelano insieme
quel che conta davvero in politica, e non solo nei pressi del PDL:
la “potenza” del leader, a prescindere. E la sua capacità di cucinarsi,
in un modo o nell’altro, i suoi rivali, senza soffrir limiti,
tanto, soprattutto in Italia, si può.
Tutta la lotta politica da noi pare chiusa nella ricerca ossesiva di Leader.
E, purtroppo, di questi tempi, in cucina, c’è un affannarsi di soli uomini,
pronti a cucinarsi e a mangiarsi a vicenda. A tavola.
E, forse dietro queste espressioni di infantile cannibalismo c’è la storia lunga
del maschilismo militante nostrano con le sue ademocratiche conseguenze.
O no?
Severo Laleo  


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