sabato 17 marzo 2012

Oltre i tecnici, per ripartire dal basso, con Placido Rizzotto


In questo blog, spesso, sono stati disapprovati i comportamenti “leggeri”
di noi italiani, specie in ambito etico-politico e sociale,
dove la nostra dimensione pubblica, civica, di responsabilità comune,
è avvezza a cedere, anche “chiudendo un occhio”, agli interessi dell’orticello.
E, in particolare, si è anche sostenuto come l’affermarsi, negli ultimi decenni,
di un diffuso danarismo avvilente abbia generato, ad ogni livello,
una corsa infinita verso un individualismo esasperato e senza limiti,
da inseguire perfino a costo di rinunciare a dignità e libertà.
Sicché è apparso a volte facile ripetere, a un secolo di distanza,
con P. Gobetti, a proposito del civismo degli Italiani:
gli Italiani hanno bene animo di schiavi”.
A tal punto, si potrebbe aggiungere, che qualcuno è riuscito a dar vita
anche a un movimento di agitati e urlanti "servi liberi".
In verità, esiste un’Italia, sia pure minoritaria, di ben altra schiena.
E’ il caso di Placido Rizzotto, sindacalista della CGIL,
socialista (esiste ancora questo termine-valore?), ucciso dalla mafia,
nel 1948, per la sua determinazione nel sostenere, senza paure,
il movimento dei contadini siciliani per l'occupazione delle terre.
Una lotta, la sua, a viso aperto, dal basso, per difendere la libertà
dei senza terra e sconfiggere la schiavitù insopportabile della povertà,
una lotta, insieme al movimento, per difendere le possibilità stesse 
di costruirsi, da parte di contadini poveri, una vita degna e libera.
Forse, per salvare l’Italia, oltre i tecnici, è tempo di partire dal basso,
dai movimenti, seguendo l’esempio dei Rizzotto.
O no?
Severo Laleo

P.S.
Ma voglio ancora sperare in un Monti, non solo disponibile,
da abile “manovratore” italiano, a organizzare vertici a Palazzo Chigi,
con capi di partiti senza  più credito, per concordare decisioni al chiuso,
ma anche disponibile, da libero e responsabile interlocutore dei movimenti,
a costruire alleanze nuove dal basso con persone in carne ed ossa,
e con pieno credito, per concordare più giuste e aperte decisioni.

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